Perché desideriamo così tanto una persona?
Quando ci innamoriamo, può sembrare che una persona occupi improvvisamente uno spazio enorme nella nostra mente.
Possiamo:
- pensare continuamente a lei;
- desiderare di sentirla;
- cercare la sua presenza;
- provare euforia quando riceviamo attenzioni;
- percepire forte sofferenza quando è distante.
Questa intensità non è casuale.
Il cervello umano possiede sistemi biologici dedicati alla ricerca di ricompense importanti per la sopravvivenza.
L’amore romantico sfrutta alcuni degli stessi circuiti coinvolti in:
- motivazione;
- desiderio;
- apprendimento;
- ricerca di obiettivi.
Uno dei protagonisti principali è:
La dopamina
Cos’è la dopamina?
La dopamina è un neurotrasmettitore, cioè una molecola utilizzata dai neuroni per comunicare tra loro.
Spesso viene chiamata:
"Ormone della felicità"
ma questa definizione è imprecisa.
La dopamina non produce semplicemente felicità.
Il suo ruolo principale riguarda:
- motivazione;
- apprendimento;
- anticipazione della ricompensa;
- ricerca di obiettivi.
La dopamina ci spinge verso qualcosa che il cervello considera importante.
Non dice soltanto:
"Questa cosa mi piace".
Più precisamente comunica:
"Questa cosa è importante. Cercala".
Il sistema della ricompensa del cervello
Per capire l’amore bisogna conoscere un circuito fondamentale:
Sistema mesolimbico della ricompensa
È una rete di aree cerebrali coinvolte nel dare valore alle esperienze.
Tra le regioni più importanti troviamo:
Area tegmentale ventrale (VTA)
È una zona del cervello che contiene neuroni capaci di produrre dopamina.
Nucleo accumbens
È coinvolto nella motivazione e nella sensazione che qualcosa sia gratificante.
Corteccia prefrontale
Aiuta a valutare, controllare e interpretare le esperienze.
Quando incontriamo una persona che il cervello considera molto importante, questi circuiti possono attivarsi.
Il risultato è un aumento della motivazione verso quella persona.
Perché proprio quella persona diventa così speciale?
Una domanda interessante è:
"Perché desideriamo una persona specifica e non semplicemente qualcuno?"
La risposta coinvolge diversi fattori.
1. Il cervello associa quella persona a una ricompensa
Se una persona ci fa provare:
- sicurezza;
- piacere;
- emozioni intense;
- connessione;
il cervello impara questa associazione.
Attraverso un processo chiamato:
Apprendimento associativo
la presenza della persona viene collegata a sensazioni positive.
Col tempo il cervello può iniziare ad anticipare la ricompensa ancora prima dell’incontro.
2. La dopamina aumenta soprattutto nell’attesa
Un aspetto importante della dopamina è che spesso è più legata:
all’anticipazione
che al piacere in sé.
Per esempio:
- aspettare un messaggio;
- immaginare un incontro;
- pensare a un momento insieme;
può attivare fortemente i circuiti motivazionali.
Il cervello non risponde solo a ciò che sta accadendo, ma anche a ciò che prevede possa accadere.
Perché all’inizio dell’amore pensiamo sempre alla persona?
Durante l’innamoramento intenso può comparire una forte concentrazione mentale sulla persona amata.
Questo fenomeno è stato studiato nelle neuroscienze dell’amore romantico.
Possibili spiegazioni includono:
- aumento della rilevanza attribuita alla persona;
- maggiore attivazione dei circuiti della ricompensa;
- formazione di nuove associazioni emotive.
La persona diventa un "obiettivo prioritario" per il cervello.
Non significa necessariamente ossessione patologica.
È una fase naturale dell’innamoramento.
Il ruolo della serotonina: perché l’amore può sembrare un pensiero fisso?
La serotonina è un altro neurotrasmettitore coinvolto in:
- regolazione dell’umore;
- comportamento;
- controllo dei pensieri ripetitivi.
Alcuni studi hanno osservato cambiamenti nei sistemi serotoninergici durante le prime fasi dell’innamoramento.
Questi cambiamenti sono stati paragonati, in alcuni aspetti, a quelli osservati in condizioni caratterizzate da pensieri ripetitivi.
Tuttavia, questo non significa che innamorarsi sia una forma di disturbo.
Il cervello utilizza meccanismi simili per fenomeni diversi.
Il ruolo dell’ossitocina: il legame e l’attaccamento
Un altro elemento importante è:
Ossitocina
L’ossitocina è un ormone e neuropeptide prodotto dall’organismo.
È coinvolta in:
- legame sociale;
- fiducia;
- comportamento affiliativo;
- interazioni intime.
Viene spesso associata al contatto fisico, come:
- abbracci;
- carezze;
- vicinanza.
Nelle relazioni a lungo termine contribuisce ai meccanismi che favoriscono il mantenimento del legame.
Dopamina e ossitocina: desiderio e attaccamento
L’amore romantico non dipende da una singola molecola.
Possiamo semplificare dicendo:
Dopamina
È più collegata a:
- desiderio;
- ricerca;
- motivazione;
- eccitazione dell’incontro.
Ossitocina
È più collegata a:
- legame;
- vicinanza;
- mantenimento della relazione.
Nella realtà questi sistemi lavorano insieme.
L’amore umano nasce dall’interazione tra:
- cervello;
- corpo;
- esperienze;
- memoria;
- cultura;
- personalità.
Perché la distanza può aumentare il desiderio?
Un fenomeno curioso è che la mancanza può aumentare il desiderio.
Questo può avvenire perché:
- l’assenza crea aspettativa;
- il cervello continua a simulare la ricompensa futura;
- la persona rimane molto presente nei pensieri.
La dopamina è particolarmente coinvolta nei processi di ricerca e inseguimento di un obiettivo.
Tuttavia, questo non significa che la distanza renda sempre l’amore più forte.
Le relazioni dipendono anche da:
- compatibilità;
- comunicazione;
- fiducia;
- esperienze condivise.
Perché una persona può diventare una "dipendenza"?
A volte si dice:
"È come una droga".
L’analogia nasce dal fatto che alcune aree cerebrali coinvolte nell’amore romantico sono coinvolte anche nei sistemi di ricompensa attivati da altre esperienze intense.
Entrambi possono coinvolgere:
- motivazione;
- desiderio;
- ricerca della ricompensa.
Tuttavia, l’amore non è semplicemente una dipendenza chimica.
Una relazione coinvolge anche:
- valori;
- decisioni;
- empatia;
- memoria;
- consapevolezza.
Perché l’intensità dell’innamoramento diminuisce nel tempo?
Nelle prime fasi di una relazione il cervello è spesso esposto a molte novità.
La novità è un potente stimolo per il sistema della ricompensa.
Con il tempo:
- la persona diventa più familiare;
- diminuisce l’effetto sorpresa;
- cambiano i pattern di attivazione cerebrale.
Questo non significa necessariamente perdere amore.
Spesso il rapporto può trasformarsi:
da una fase dominata da:
- eccitazione;
- desiderio intenso;
- ricerca;
a una fase più caratterizzata da:
- attaccamento;
- sicurezza;
- collaborazione.
Perché alcune persone ci attraggono più di altre?
L’attrazione dipende da moltissimi fattori.
Tra questi:
Biologia
Comprende:
- segnali corporei;
- compatibilità riproduttiva;
- sistemi ormonali.
Psicologia
Include:
- personalità;
- esperienze passate;
- bisogni emotivi;
- aspettative.
Esperienze condivise
Il tempo passato insieme può aumentare il valore emotivo attribuito a una persona.
Il cervello costruisce una storia associata a quella relazione.
Errori comuni e falsi miti
"La dopamina è l’ormone dell’amore"
Non esattamente.
La dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto nella motivazione e nella ricompensa, non un "ormone dell’amore".
"Se provo una forte attrazione significa che è la persona giusta"
Falso.
L’intensità emotiva non determina automaticamente compatibilità o qualità della relazione.
"L’amore è solo chimica"
Riduttivo.
La chimica cerebrale è una componente, ma l’amore umano comprende anche esperienze, scelte e comportamenti.
"Quando finisce la fase intensa significa che non amo più"
Non necessariamente.
La trasformazione dell’intensità iniziale è un fenomeno comune nelle relazioni.
Cosa sappiamo e cosa non sappiamo ancora
Cosa sappiamo
- L’amore romantico coinvolge circuiti cerebrali della motivazione e della ricompensa.
- La dopamina ha un ruolo importante nel desiderio e nella ricerca della persona amata.
- Ossitocina e altri sistemi contribuiscono al legame.
- L’esperienza personale modifica il modo in cui il cervello valuta una persona.
Cosa non sappiamo ancora completamente
- Perché alcune persone siano percepite come particolarmente attraenti per noi.
- Quanto ogni singolo neurotrasmettitore contribuisca all’esperienza soggettiva dell’amore.
- Come genetica, ambiente e storia personale interagiscano nella scelta del partner.
FAQ
La dopamina crea l’innamoramento?
Contribuisce ai meccanismi di desiderio e motivazione, ma l’innamoramento coinvolge molti sistemi biologici e psicologici.
Perché penso sempre alla persona che amo?
Perché il cervello può attribuire a quella persona un’importanza elevata nei circuiti della ricompensa e dell’attenzione.
L’amore è una reazione chimica?
È anche una reazione biologica, ma non solo. Coinvolge emozioni, esperienze e decisioni.
Perché all’inizio di una relazione tutto sembra più intenso?
Perché novità, aspettativa e ricompensa attivano fortemente i sistemi motivazionali.
La dopamina diminuisce quando una relazione dura anni?
La risposta del cervello cambia nel tempo, ma non significa necessariamente che il legame diminuisca.
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