Capelli porosi: guida completa alla porosità e alla routine ideale Radianceskin

Capelli porosi: guida completa alla porosità e alla routine ideale

I capelli porosi sono capelli la cui struttura presenta caratteristiche che influenzano l'interazione con l'acqua, l'umidità ambientale e le sostanze cosmetiche. La porosità dipende anche dall'integrità della cuticola e può aumentare in seguito a decolorazioni, trattamenti chimici e danni ripetuti. Tuttavia, dividere tutti i capelli in tre categorie rigide — porosità alta, media e bassa — è una semplificazione che non descrive completamente il comportamento della fibra.

Conoscere questo concetto può aiutare a comprendere perché alcune lunghezze diventano ruvide, perché determinati prodotti appesantiscono e perché i capelli decolorati possono reagire diversamente rispetto a quelli naturali.

La scelta della routine, però, non dovrebbe dipendere esclusivamente da un'etichetta di porosità. La quantità di danno, lo spessore delle fibre, la forma dei capelli e la risposta effettiva ai prodotti sono altrettanto importanti.

Che cos'è la porosità dei capelli?

In scienza dei materiali, la porosità descrive la presenza di spazi, cavità e regioni accessibili all'interno di un materiale.

Applicata ai capelli, riguarda alcune caratteristiche microscopiche del fusto che influenzano le interazioni con acqua e altre sostanze.

La capacità di assorbire acqua, però, non dipende soltanto dalla presenza di spazi nella fibra: intervengono anche la composizione chimica delle proteine, la distribuzione dei lipidi e lo stato della superficie.

Per capire meglio il fenomeno occorre conoscere due strutture.

Cuticola: il rivestimento protettivo

La cuticola costituisce lo strato esterno del capello ed è formata da cellule sovrapposte che proteggono le strutture interne.

La sua superficie presenta componenti lipidiche che contribuiscono all'idrofobicità, ossia alla tendenza a non essere facilmente bagnata dall'acqua liquida.

Una componente importante è l'acido 18-metileicosanoico, comunemente abbreviato in 18-MEA, associato alla superficie delle cellule cuticolari.

Quando trattamenti chimici o aggressioni meccaniche compromettono questa struttura, la superficie può diventare più idrofila, ruvida e soggetta all'attrito.

Questo modifica il comportamento della fibra senza necessariamente determinare un unico livello misurabile di porosità.

Corteccia: la struttura interna

La corteccia rappresenta gran parte della massa del capello e contiene le strutture proteiche che ne determinano resistenza ed elasticità.

L'acqua può interagire con gruppi chimici presenti nelle proteine della corteccia, modificando temporaneamente alcune proprietà fisiche della fibra.

Un capello quindi non funziona come una semplice spugna, nella quale l'acqua entra soltanto attraverso aperture visibili.

Uno studio del 2022 pubblicato su Analytical Sciences ha utilizzato la microscopia infrarossa per osservare la distribuzione dell'acqua nei capelli naturali e decolorati, rilevando differenze nel suo comportamento durante assorbimento e asciugatura.

PubMed

 

Per comprendere più approfonditamente l'anatomia della fibra, puoi leggere la guida RadianceSkin sulla struttura del capello, cuticola e corteccia.

Capelli a bassa, media e alta porosità: quali sono le differenze?

Nella cosmetica vengono frequentemente utilizzate tre categorie.

Possono rappresentare un linguaggio pratico per descrivere alcuni comportamenti, ma non costituiscono una classificazione clinica standardizzata.

Capelli a bassa porosità

Con questa espressione si descrivono generalmente capelli con una superficie relativamente integra, poco danneggiata e resistente alla bagnatura.

Nel linguaggio comune vengono associati ad alcune caratteristiche:

  • Superficie liscia e relativamente lucente.

  • Scarsa presenza di danni chimici.

  • Sensazione di appesantimento dopo prodotti particolarmente ricchi.

  • Possibile difficoltà a distribuire acqua sulle lunghezze.

Questi segnali, però, non dimostrano automaticamente una bassa porosità.

Per esempio, un capello che sembra respingere l'acqua potrebbe semplicemente presentare residui di prodotti idrofobici sulla superficie.

Inoltre, anche un capello integro assorbe acqua. Una cuticola in buone condizioni non crea una barriera completamente impermeabile.

Capelli a porosità media

La categoria intermedia viene generalmente utilizzata per descrivere capelli privi di alterazioni evidenti e facilmente gestibili.

Possono presentare una buona pettinabilità, una superficie relativamente regolare e una risposta soddisfacente a prodotti condizionanti non eccessivamente pesanti.

Non esiste tuttavia una soglia universale che permetta di stabilire, attraverso la semplice osservazione, dove termini la bassa porosità e inizi quella media.

La categoria è quindi utile soprattutto come descrizione pratica, non come misura scientifica precisa.

Capelli ad alta porosità

Con l'espressione alta porosità si fa spesso riferimento a capelli che presentano maggiore danneggiamento superficiale o strutturale.

Questo può verificarsi dopo decolorazioni, permanenti, lisciature chimiche e ripetute esposizioni aggressive.

I segnali associati possono comprendere ruvidità, opacità, nodi frequenti, difficoltà di pettinatura e maggiore rischio di rottura.

In questi casi la priorità non è semplicemente aggiungere acqua, ma ridurre l'attrito e proteggere una fibra che può essere strutturalmente indebolita.

La revisione scientifica Hair Cosmetics: An Overview descrive come i trattamenti chimici possano alterare la cuticola, modificare le proprietà superficiali dei capelli e aumentarne la suscettibilità al danno.

PMC

 

La porosità dei capelli può cambiare nel tempo?

Sì. Alcune proprietà della superficie e della struttura della fibra possono cambiare progressivamente.

Non tutti i capelli presenti sulla stessa testa hanno necessariamente le medesime condizioni.

Una porzione vicina alla radice è generalmente più recente, mentre le punte hanno accumulato un periodo maggiore di esposizione ambientale e manipolazione.

Per questo motivo, le lunghezze possono risultare più danneggiate rispetto ai capelli appena cresciuti, anche quando appartengono alla stessa persona.

Decolorazioni e ossidazione

Le decolorazioni utilizzano processi ossidativi per modificare i pigmenti presenti nella fibra.

Questi processi possono alterare componenti proteiche e lipidiche, aumentando la vulnerabilità della cuticola.

Il danno dipende dall'intensità del trattamento, dalla formulazione, dalle condizioni iniziali del capello e dalla ripetizione delle procedure.

Calore e manipolazione

Piastre, phon ad alte temperature e arricciacapelli possono contribuire al deterioramento della fibra.

Anche l'attrito quotidiano svolge un ruolo importante, soprattutto quando i capelli sono già indeboliti.

Pettinature aggressive, sfregamento con asciugamani e acconciature molto tese possono aggravare danni preesistenti.

Età delle lunghezze

Le punte sono normalmente la parte più vecchia dei capelli lunghi.

Questo significa che hanno subito più lavaggi, pettinature, esposizioni al sole e trattamenti.

È quindi possibile avere radici relativamente integre e punte molto più fragili.

Non serve necessariamente applicare gli stessi prodotti su tutta la capigliatura.

Come capire se hai capelli porosi: test e segnali utili

Online vengono proposti numerosi test per determinare la porosità dei capelli.

Il più famoso consiste nell'immergere un capello in un bicchiere d'acqua e osservare se galleggia oppure affonda.

Il problema è che questi metodi non misurano direttamente la porosità interna della fibra.

Il test del bicchiere d'acqua è affidabile?

No, non esistono prove sufficienti per considerare il test del galleggiamento un metodo validato per classificare la porosità capillare.

Il comportamento di un capello immerso nell'acqua dipende da diversi fattori.

La tensione superficiale dell'acqua può mantenere temporaneamente a galla oggetti che, una volta superata questa barriera, affonderebbero.

Anche sebo, residui cosmetici, caratteristiche della superficie e modalità di immersione possono influenzare il risultato.

Un capello che galleggia non dimostra quindi necessariamente una bassa porosità, così come un capello che affonda non dimostra un'elevata porosità.

Lo stesso problema riguarda i test che prevedono di spruzzare acqua sui capelli e osservare quanto rapidamente scompare.

Il test tattile e il tempo di asciugatura

Un altro metodo diffuso consiste nel far scorrere le dita lungo un capello per percepire eventuali irregolarità.

La ruvidità può suggerire un'alterazione della superficie, ma non permette di misurare il volume degli spazi interni.

Anche il tempo di asciugatura è influenzato da numerose variabili: spessore delle fibre, quantità di capelli, temperatura, umidità ambientale, prodotti utilizzati e modalità di asciugatura.

Non è quindi corretto dedurre una categoria precisa di porosità dal solo fatto che i capelli impieghino poco o molto tempo ad asciugarsi.

Un metodo domestico più utile: osservare il comportamento dei capelli

Per scegliere una routine, è generalmente più utile osservare problemi concreti.

Dopo il lavaggio, valuta se le lunghezze sono facili da districare, se il balsamo migliora la pettinabilità e se i prodotti senza risciacquo lasciano residui indesiderati.

Osserva inoltre se le punte si spezzano facilmente, se il crespo compare soprattutto in condizioni di umidità e se alcuni prodotti rendono i capelli più gestibili oppure troppo pesanti.

Queste osservazioni non costituiscono una misura della porosità, ma aiutano a individuare esigenze cosmetiche reali.

Il risultato pratico è spesso più utile di una classificazione ottenuta attraverso un test non validato.

Come costruire una routine per capelli a bassa porosità

Se i tuoi capelli sono relativamente integri, poco danneggiati e tendono ad appesantirsi facilmente, puoi iniziare con una routine semplice.

L'obiettivo non è aprire artificialmente la cuticola per costringere i prodotti a penetrare.

È piuttosto mantenere una detersione adeguata e utilizzare prodotti condizionanti nella quantità necessaria.

Shampoo: pulire senza lasciare residui eccessivi

Scegli uno shampoo in base alle esigenze del cuoio capelluto.

Se le radici diventano rapidamente grasse, potrebbe essere necessaria una detersione più frequente.

Se invece il cuoio capelluto tende alla secchezza, può essere preferibile una formulazione meno sgrassante.

Non è necessario eliminare automaticamente i solfati: la delicatezza dipende dalla formulazione completa, non dalla presenza di un singolo tensioattivo.

Balsamo leggero

Un balsamo con una buona capacità districante può essere sufficiente, senza ricorrere necessariamente a maschere molto ricche.

Se i capelli sono fini, concentrati soprattutto sulle lunghezze e sulle punte.

Se invece sono spessi o ricci, una maggiore quantità di condizionante potrebbe risultare appropriata anche in assenza di danni importanti.

Maschere e trattamenti

Non è indispensabile utilizzare una maschera a ogni lavaggio.

Puoi introdurla quando il balsamo non offre una pettinabilità soddisfacente, scegliendo una formulazione che non lasci eccessivo appesantimento.

Se i capelli risultano rigidi o difficili da gestire dopo un prodotto, non significa necessariamente che abbiano accumulato troppe proteine: possono intervenire residui, quantità applicata e interazioni tra ingredienti.

Come costruire una routine per capelli ad alta porosità

Quando le lunghezze sono decolorate, molto ruvide o soggette a rottura, conviene concentrarsi sulla protezione meccanica.

La routine dovrebbe ridurre le forze esercitate durante pettinatura e styling e migliorare la lubrificazione della superficie.

Shampoo appropriato al cuoio capelluto

Anche in questo caso, la detersione deve rispondere principalmente alle esigenze della cute.

È utile concentrare il massaggio sulle radici, evitando di strofinare energicamente le lunghezze.

Non è necessario rinunciare a lavare il cuoio capelluto quando ne ha bisogno per paura di aumentare la porosità.

Per approfondire, puoi consultare la guida RadianceSkin su come scegliere lo shampoo per ogni tipo di capelli.

Balsamo a ogni lavaggio

Per lunghezze fragili, un balsamo efficace rappresenta uno degli interventi più ragionevoli.

Gli agenti condizionanti possono depositarsi sulla superficie, ridurre le cariche elettrostatiche e facilitare lo scorrimento delle fibre.

Questo diminuisce le forze necessarie per sciogliere i nodi.

Il beneficio non è soltanto estetico: una pettinatura meno traumatica può contribuire a limitare ulteriori rotture.

Maschera condizionante quando serve

Una maschera può essere utile quando il balsamo abituale non è sufficiente.

Le formulazioni più ricche possono contenere alcoli grassi, polimeri, oli e sostanze condizionanti.

Non è però necessario utilizzarle quotidianamente o applicarle per tempi superiori a quelli indicati dal produttore.

La frequenza può essere adattata osservando morbidezza, pettinabilità e facilità di gestione.

Leave-in e protezione delle lunghezze

I prodotti leave-in vengono applicati senza risciacquo.

Possono contribuire a mantenere la superficie lubrificata, ridurre nodi e modificare il comportamento dei capelli durante lo styling.

Tra gli ingredienti utilizzati rientrano polimeri condizionanti, siliconi, emollienti e componenti filmogene.

Il loro effetto dipende dalla formulazione.

Non è scientificamente corretto sostenere che un leave-in sigilli completamente la cuticola impedendo qualsiasi scambio di acqua.

L'obiettivo è migliorare le proprietà della superficie, non rendere impermeabile il capello.

Routine per capelli a porosità media

Se i capelli non presentano problemi evidenti, la routine può rimanere essenziale.

Uno shampoo adeguato, un balsamo dopo i lavaggi e la limitazione delle aggressioni termiche possono essere sufficienti.

Maschere, sieri e trattamenti specifici dovrebbero essere aggiunti solo se rispondono a esigenze concrete.

L'assenza di prodotti complessi non rappresenta una mancanza.

Una routine efficace non è necessariamente una routine ricca di passaggi.

Quali ingredienti possono essere utili nei capelli porosi?

Agenti condizionanti cationici

Ingredienti come behentrimonium chloride e cetrimonium chloride vengono utilizzati per migliorare la lubrificazione e ridurre l'elettricità statica.

Possono essere particolarmente utili quando i capelli tendono ad aggrovigliarsi.

La loro presenza nell'INCI non garantisce però, da sola, l'efficacia di una formulazione.

Siliconi e polimeri

Il dimethicone e altri siliconi vengono utilizzati per modificare le proprietà superficiali della fibra.

Possono contribuire a migliorare lucentezza, scorrevolezza e pettinabilità.

Non è corretto considerarli automaticamente dannosi.

Allo stesso tempo, alcune formulazioni possono appesantire determinati capelli, soprattutto quando vengono applicate in quantità eccessive.

Cheratina e proteine idrolizzate

Alcuni frammenti proteici possono interagire con la cuticola e, a seconda delle dimensioni e delle caratteristiche chimiche, penetrare parzialmente nelle strutture della fibra.

Questi fenomeni possono migliorare temporaneamente alcune proprietà cosmetiche e meccaniche.

Tuttavia, la presenza di cheratina nell'INCI non dimostra che il prodotto ricostruisca la struttura originale del capello.

Una revisione scientifica sui cosmetici per capelli pubblicata nel 2021 descrive i principali meccanismi degli agenti condizionanti e delle proteine idrolizzate.

PMC

 

Olio di cocco e altri oli

Gli oli possono modificare la lubrificazione della superficie.

Alcuni presentano anche caratteristiche che favoriscono l'interazione con le strutture interne del capello.

Uno studio pubblicato sul Journal of Cosmetic Science ha confrontato olio di cocco, olio minerale e olio di girasole, osservando una riduzione della perdita di proteine associata al trattamento con olio di cocco nelle condizioni sperimentali esaminate.

PubMed

 

Questo risultato non dimostra che l'olio di cocco sia indispensabile per i capelli porosi o superiore a tutte le altre formulazioni disponibili.

Lo studio è stato inoltre condotto da ricercatori appartenenti all'industria cosmetica, un aspetto da tenere presente nella valutazione delle prove.

L'olio può essere utilizzato in quantità moderate, se migliora concretamente le condizioni delle lunghezze senza appesantirle.

Glicerina, pantenolo e umettanti

Gli umettanti sono sostanze capaci di interagire con l'acqua.

Ingredienti come glicerina e pantenolo possono contribuire alle proprietà idratanti e condizionanti di una formulazione.

Il loro comportamento dipende però dal sistema cosmetico complessivo e dalle condizioni ambientali.

Non esiste una regola universalmente valida secondo cui gli umettanti debbano essere evitati da tutte le persone con capelli ad alta porosità oppure utilizzati esclusivamente da chi ha capelli a bassa porosità.

La relazione tra porosità, umidità e crespo

Il capello assorbe e rilascia acqua anche attraverso gli scambi con il vapore presente nell'ambiente.

Questo comportamento viene definito sorbimento e desorbimento dell'umidità.

Quando il contenuto d'acqua cambia, possono cambiare temporaneamente anche le dimensioni e le proprietà meccaniche della fibra.

Nei capelli mossi e ricci, queste variazioni possono influenzare la definizione della forma e il crespo.

Uno studio pubblicato sull'International Journal of Cosmetic Science ha analizzato le caratteristiche di assorbimento e rilascio dell'umidità nei capelli naturali e chimicamente trattati, evidenziando la complessità delle interazioni tra acqua e strutture proteiche.

PubMed

 

Il crespo, quindi, non è semplicemente la prova che il capello sia molto poroso.

Contano anche la curvatura naturale, il taglio, il modo in cui viene asciugato e la presenza di prodotti condizionanti.

Per questo due persone con capelli apparentemente simili possono reagire diversamente alla stessa giornata umida.

Porosità e pH: perché i prodotti leggermente acidi possono essere utili

Il pH influenza le cariche elettriche e alcune proprietà delle proteine capillari.

Le condizioni fortemente alcaline, soprattutto in presenza di trattamenti chimici, possono favorire modificazioni della fibra e aumentare il rigonfiamento.

Uno studio sulle proprietà dei capelli decolorati a differenti valori di pH ha osservato cambiamenti nella struttura, nell'assorbimento d'acqua e nelle proprietà meccaniche della fibra.

PubMed

 

Molti cosmetici condizionanti utilizzano pertanto formulazioni debolmente acide.

Questo non significa che il prodotto con il pH più basso sia necessariamente migliore.

Un'acidità eccessiva può essere indesiderabile e la formulazione deve mantenere un equilibrio tra sicurezza, stabilità ed efficacia.

Non è nemmeno necessario ricorrere a rimedi domestici come succo di limone o aceto concentrato per modificare il pH dei capelli.

Una formulazione cosmetica progettata per l'uso capillare offre generalmente maggiore controllo rispetto a miscele preparate autonomamente.

Come adattare la routine senza acquistare molti prodotti

Una strategia pratica consiste nel modificare una sola variabile per volta.

Inizia con una routine essenziale: shampoo appropriato, balsamo e asciugatura delicata.

Osserva per alcuni lavaggi se i capelli risultano meno ruvidi, si districano facilmente e mantengono un aspetto soddisfacente.

Se le punte continuano ad aggrovigliarsi, puoi introdurre un leave-in.

Se risultano troppo pesanti, riduci la quantità del prodotto o scegli una formulazione più leggera.

Se sono decolorate e fragili, dai priorità alla riduzione delle sollecitazioni meccaniche e termiche.

Valuta gli effetti mediante risultati osservabili: meno nodi, minore difficoltà nella pettinatura, migliore gestibilità ed eventuale riduzione delle rotture.

Non serve acquistare una linea cosmetica completa esclusivamente perché un test domestico ha classificato i capelli come porosi.

Errori comuni e falsi miti sulla porosità

"Un capello che galleggia ha sicuramente bassa porosità"

Non è dimostrato.

La posizione di un capello nell'acqua può essere influenzata da tensione superficiale, caratteristiche del rivestimento esterno e residui cosmetici.

Il galleggiamento non costituisce una misura diretta e validata della porosità.

"I capelli a bassa porosità devono essere aperti con il calore"

È una semplificazione fuorviante.

L'applicazione di calore può modificare temporaneamente alcune proprietà della fibra, ma non esiste una necessità generale di riscaldare i capelli per permettere a un balsamo di funzionare.

Utilizzare fonti di calore eccessive può introdurre ulteriori rischi.

"I capelli ad alta porosità hanno sempre bisogno di proteine"

Non necessariamente.

Le proteine idrolizzate possono essere utili in specifiche formulazioni, ma non esiste un test domestico affidabile che stabilisca un fabbisogno universale di proteine cosmetiche.

La risposta dipende dal tipo di danno e dal prodotto.

"L'olio sigilla definitivamente la cuticola"

No.

Gli oli possono modificare la lubrificazione e le proprietà superficiali della fibra, ma non ricostruiscono permanentemente una cuticola compromessa.

Non formano necessariamente una barriera impermeabile continua.

"Se i capelli assorbono molta acqua, sono più sani"

Non necessariamente.

Una maggiore interazione con l'acqua può essere associata a modificazioni strutturali della fibra.

L'assorbimento, considerato isolatamente, non rappresenta un indicatore affidabile della salute del capello.

Cosa sappiamo e cosa rimane incerto

Cosa sappiamo

La cuticola e la struttura interna del fusto influenzano il comportamento dei capelli nei confronti dell'acqua e degli ingredienti cosmetici.

I trattamenti ossidativi, soprattutto le decolorazioni, possono modificare le caratteristiche fisiche e chimiche della fibra.

È inoltre ben documentato che gli agenti condizionanti riducono l'attrito e migliorano la pettinabilità.

Le raccomandazioni dell'American Academy of Dermatology sostengono l'utilizzo del balsamo, la riduzione del calore e una manipolazione delicata dei capelli.

Accademia Americana di Dermatologia

 

Cosa non sappiamo ancora completamente

Non esiste una classificazione domestica universalmente validata che permetta di assegnare con precisione ogni persona alle categorie di porosità alta, media o bassa.

Le regole cosmetiche diffuse online, come evitare tutti gli oli sui capelli a bassa porosità oppure utilizzare sempre prodotti molto ricchi su quelli ad alta porosità, non sono sostenute da confronti clinici sufficienti.

Rimane quindi importante distinguere i risultati degli studi sulle proprietà fisiche della fibra dall'efficacia effettiva di specifiche routine nella vita quotidiana.

Domande frequenti sui capelli porosi

Come faccio a capire se ho i capelli ad alta porosità?

I capelli che hanno subito decolorazioni ripetute, trattamenti chimici aggressivi o danni termici possono presentare alterazioni compatibili con una maggiore porosità. Ruvidità, nodi e rotture possono essere segnali di danneggiamento, ma non permettono da soli di misurare la porosità. Per scegliere i prodotti è più utile valutare la condizione effettiva delle lunghezze e la loro risposta alla routine.

I capelli a bassa porosità sono più sani?

Non necessariamente. Una superficie integra può essere associata a minore danneggiamento, ma la salute del capello dipende da molte proprietà strutturali e meccaniche. La porosità non coincide con la resistenza, lo spessore o la qualità complessiva della fibra. Un capello poco danneggiato può comunque essere fine, fragile o difficile da gestire.

Qual è il miglior olio per capelli ad alta porosità?

Non esiste un olio universalmente migliore. L'olio di cocco dispone di alcune evidenze sperimentali relative alla riduzione della perdita di proteine, mentre altri oli possono essere utilizzati soprattutto per modificare lubrificazione e sensazione al tatto. La scelta dovrebbe dipendere dalla formulazione, dalla quantità necessaria e dalla risposta dei capelli.

I capelli porosi possono tornare normali?

Dipende dalla natura delle alterazioni. I prodotti condizionanti possono migliorare temporaneamente la superficie e alcune proprietà meccaniche della fibra. Le strutture gravemente danneggiate non si rigenerano biologicamente. Evitare ulteriori aggressioni permette però di preservare meglio le lunghezze residue e i capelli che crescono successivamente.

È meglio usare una maschera o un balsamo?

Il balsamo rappresenta generalmente il prodotto di base per ridurre attrito e nodi dopo il lavaggio. Una maschera può essere aggiunta quando serve un maggiore effetto condizionante. Non esiste una superiorità automatica delle maschere rispetto ai balsami: molto dipende dalla formulazione, dalla quantità utilizzata e dalle condizioni delle lunghezze.

I capelli ricci sono sempre più porosi?

No. La forma riccia e la porosità sono caratteristiche differenti. I capelli ricci possono avere esigenze specifiche di lubrificazione e districabilità, ma non devono essere automaticamente considerati molto porosi. Anche tra persone con capelli ricci esistono importanti differenze nella struttura, nei danni accumulati e nella risposta ai cosmetici.

Il test del capello nel bicchiere funziona?

Non è un test scientificamente validato per misurare la porosità. Un capello può galleggiare per effetto della tensione superficiale dell'acqua e delle proprietà del suo rivestimento esterno. Affondamento e galleggiamento non permettono di distinguere in modo affidabile le categorie di porosità alta, media e bassa.

Devo cambiare shampoo se i miei capelli sono porosi?

Non necessariamente. Lo shampoo dovrebbe essere scelto soprattutto considerando la detersione necessaria al cuoio capelluto e la tollerabilità della formulazione. Se le lunghezze sono molto fragili, può essere utile modificare il modo in cui vengono lavate e introdurre un balsamo appropriato, senza dover sostituire automaticamente tutti i prodotti già utilizzati.

Articoli correlati dell'Atlante RadianceSkin

Per orientarti tra test domestici, alta porosità e bassa porosità, leggi i test della porosità, l'alta porosità, la bassa porosità.

Per comprendere meglio le caratteristiche della fibra e costruire una routine adatta, puoi approfondire questi articoli dell'Atlante:

- La struttura del capello: cuticola, corteccia e fragilità — Una guida all'anatomia del fusto, alle sue proprietà meccaniche e alle principali forme di danneggiamento.

- Come scegliere lo shampoo: guida pratica per ogni tipo di capelli — Per orientarsi nella scelta dei detergenti considerando le esigenze del cuoio capelluto e delle lunghezze.

- Lavare troppo i capelli fa male? La verità scientifica sulla frequenza ideale — Per distinguere la frequenza di lavaggio dai fattori che possono contribuire al danno della fibra.

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