Ashwagandha: cosa dice la ricerca? Benefici, meccanismi e limiti scientifici

Ashwagandha: cosa dice la ricerca? Benefici, meccanismi e limiti scientifici

Cos’è l’ashwagandha?

L’ashwagandha, il cui nome scientifico è Withania somnifera, è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee.

È conosciuta anche come:

  • ginseng indiano;
  • ciliegia d’inverno.

La parte più utilizzata negli integratori è generalmente la radice, anche se alcuni prodotti utilizzano anche altre parti della pianta.

È una pianta tradizionalmente impiegata nella medicina ayurvedica, un sistema medico tradizionale dell’India, dove viene utilizzata soprattutto come sostanza considerata in grado di sostenere l’organismo durante periodi di stress.

Negli ultimi anni è diventata molto popolare anche nel mondo occidentale come integratore per:

  • stress;
  • ansia;
  • sonno;
  • energia;
  • sport;
  • equilibrio ormonale.

La domanda principale però è:

quanto di queste promesse è realmente supportato dalla ricerca scientifica?


Cosa contiene l’ashwagandha?

I principali composti bioattivi dell’ashwagandha sono chiamati:

Withanolidi

Sono molecole appartenenti alla famiglia dei lattoni steroidei.

Gli studi suggeriscono che possano avere effetti su diversi sistemi biologici, tra cui:

  • risposta allo stress;
  • infiammazione;
  • metabolismo;
  • sistema nervoso.

Tuttavia, gli effetti osservati dipendono molto da:

  • tipo di estratto utilizzato;
  • quantità di withanolidi presenti;
  • dose;
  • durata dell’assunzione.

Questo è un aspetto importante perché "ashwagandha" non indica un prodotto unico: esistono estratti molto diversi tra loro.


Cosa significa "adattogeno"?

L’ashwagandha viene spesso definita un:

Adattogeno

Con questo termine si indicano alcune sostanze naturali che, secondo la definizione tradizionale, dovrebbero aiutare l’organismo ad adattarsi meglio agli stress fisici e mentali.

Dal punto di vista scientifico, però, il termine è ancora discusso.

Non significa che un adattogeno:

  • elimina lo stress;
  • rende immuni dalle difficoltà;
  • riequilibra automaticamente ogni sistema del corpo.

L’ipotesi principale è che alcune sostanze possano modulare la risposta allo stress, soprattutto attraverso l’asse:

Ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA)

Questo sistema collega cervello e ghiandole surrenali e regola la produzione di ormoni coinvolti nella risposta allo stress, tra cui il cortisolo.


Ashwagandha e stress: cosa dice la ricerca?

Questo è l’ambito con le evidenze più interessanti.

Diversi studi clinici hanno valutato l’effetto dell’ashwagandha su persone con livelli elevati di stress.

Una revisione sistematica di studi randomizzati ha trovato che alcuni estratti di ashwagandha possono ridurre lo stress percepito e alcuni indicatori associati allo stress, come i livelli di cortisolo, rispetto al placebo.

I risultati più frequenti riguardano:

  • riduzione della percezione dello stress;
  • miglioramento di alcuni punteggi relativi all’ansia;
  • possibile riduzione del cortisolo.

Tuttavia bisogna considerare alcuni limiti:

  • molti studi hanno campioni piccoli;
  • la durata è spesso breve;
  • gli estratti utilizzati sono diversi;
  • molti partecipanti erano adulti con stress elevato, non necessariamente la popolazione generale.

Quindi la conclusione più corretta è:

l’ashwagandha sembra avere un possibile effetto moderato sullo stress in alcune persone, ma non è un trattamento universale contro lo stress cronico.


Ashwagandha e ansia

Stress e ansia sono fenomeni collegati ma non identici.

Lo stress riguarda principalmente una risposta dell’organismo a una richiesta o pressione.

L’ansia coinvolge invece anche aspetti cognitivi come:

  • preoccupazione persistente;
  • anticipazione di eventi negativi;
  • paura.

Alcuni studi suggeriscono che l’ashwagandha possa ridurre alcuni sintomi ansiosi.

Tuttavia le prove sono ancora in fase di consolidamento.

Non deve essere considerata un sostituto di trattamenti psicologici o farmacologici quando questi sono indicati.


Ashwagandha e sonno: può migliorarlo?

Il sonno è uno degli utilizzi più studiati.

Una revisione con meta-analisi di cinque studi randomizzati, per un totale di circa 400 partecipanti, ha trovato un miglioramento statisticamente significativo della qualità del sonno, con effetti più evidenti in persone con insonnia e con trattamenti di almeno alcune settimane.

I possibili meccanismi includono:

  • riduzione dell’attivazione legata allo stress;
  • influenza sui sistemi neurochimici coinvolti nel rilassamento;
  • possibile modulazione dell’asse HPA.

Tuttavia:

  • non è un sedativo;
  • non "spegne" il cervello;
  • non sostituisce una corretta igiene del sonno.

Ashwagandha e cortisolo

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali.

È spesso chiamato "ormone dello stress", ma questa definizione è incompleta.

Il cortisolo svolge funzioni essenziali:

  • regolazione dell’energia;
  • risposta alle situazioni impegnative;
  • controllo del metabolismo;
  • modulazione dell’infiammazione.

Il problema non è avere cortisolo.

Il problema può essere una regolazione alterata del sistema dello stress.

Alcuni studi sull’ashwagandha hanno osservato riduzioni dei livelli di cortisolo in persone stressate.

Non significa però che abbassare il cortisolo sia sempre positivo.

Il corpo non cerca livelli "più bassi possibile", ma un equilibrio adeguato.


Ashwagandha e testosterone

Uno degli aspetti più pubblicizzati riguarda il testosterone.

Alcuni studi hanno osservato aumenti di testosterone in determinati gruppi, ad esempio uomini sottoposti ad allenamento di resistenza o con particolari condizioni.

Tuttavia le evidenze sono ancora limitate.

Non è corretto dire che:

"l’ashwagandha aumenta sicuramente il testosterone".

Gli effetti sembrano dipendere da:

  • livello iniziale degli ormoni;
  • stress;
  • allenamento;
  • stato nutrizionale.

In persone sane con livelli normali, il beneficio potrebbe essere minimo o assente.


Ashwagandha e sport

L’ashwagandha è stata studiata anche per:

  • forza muscolare;
  • recupero;
  • composizione corporea.

Alcuni studi hanno riportato possibili miglioramenti in parametri come forza e massa muscolare in persone che seguivano programmi di allenamento.

Le possibili spiegazioni includono:

  • riduzione dello stress;
  • miglioramento del recupero;
  • influenza indiretta sul sonno.

Tuttavia non è paragonabile a:

  • allenamento ben programmato;
  • alimentazione adeguata;
  • sufficiente apporto proteico.

Ashwagandha e cervello

Alcune ricerche stanno valutando possibili effetti su:

  • memoria;
  • attenzione;
  • funzione cognitiva.

I meccanismi ipotizzati includono:

  • modulazione dello stress;
  • effetti antiossidanti;
  • interazioni con sistemi neurochimici.

Tuttavia le evidenze sono ancora preliminari rispetto agli ambiti stress e sonno.


Come viene assunta?

Gli integratori possono contenere:

  • estratto di radice;
  • polvere della pianta;
  • estratti standardizzati.

Non tutti i prodotti sono equivalenti.

Gli studi clinici hanno utilizzato dosaggi e preparazioni diverse, rendendo difficile stabilire una dose universale valida per tutti.


È sicura?

Per molte persone sane, l’ashwagandha sembra essere generalmente ben tollerata nel breve periodo.

Possibili effetti indesiderati:

  • disturbi gastrointestinali;
  • nausea;
  • diarrea;
  • sonnolenza.

Tuttavia i dati sulla sicurezza a lungo termine sono ancora limitati.


Chi dovrebbe prestare attenzione?

È consigliabile evitare l’autosomministrazione o chiedere consiglio medico in caso di:

  • gravidanza;
  • allattamento;
  • patologie tiroidee;
  • malattie autoimmuni;
  • uso di alcuni farmaci.

Particolare attenzione è necessaria perché alcune sostanze vegetali possono interagire con farmaci o influenzare determinati sistemi ormonali.


Errori comuni e falsi miti

"L’ashwagandha elimina lo stress"

Falso.

Può eventualmente modulare alcuni aspetti della risposta allo stress, ma non elimina le cause dello stress.


"È naturale quindi è sicura per tutti"

Falso.

Anche le sostanze naturali possono avere effetti biologici e controindicazioni.


"Aumenta il testosterone in tutti"

Non dimostrato.

Gli effetti sembrano dipendere dalla situazione individuale.


"È un calmante naturale"

Troppo semplicistico.

Non funziona come un farmaco sedativo.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo ancora

Cosa sappiamo

  • Alcuni estratti di ashwagandha mostrano risultati promettenti su stress e ansia.
  • Può migliorare alcuni parametri del sonno in alcune persone.
  • Gli effetti sembrano legati alla modulazione della risposta allo stress.
  • La qualità dell’estratto influenza molto i risultati.

Cosa non sappiamo ancora completamente

  • Gli effetti a lungo termine dopo mesi o anni di utilizzo.
  • Quale estratto sia migliore per ogni obiettivo.
  • Chi risponde maggiormente al trattamento.
  • Quanto siano rilevanti gli effetti in persone sane senza problemi specifici.

FAQ

L’ashwagandha funziona davvero?

La ricerca suggerisce possibili benefici soprattutto per stress e qualità del sonno, ma gli effetti non sono garantiti per tutti.

Quanto tempo serve per vedere effetti?

Gli studi generalmente valutano periodi di alcune settimane, spesso 6-8 settimane.

L’ashwagandha abbassa il cortisolo?

Alcuni studi mostrano una riduzione del cortisolo in persone stressate, ma non significa che sia sempre necessario abbassarlo.

Può aiutare l’ansia?

Può avere effetti positivi su alcuni sintomi ansiosi, ma non sostituisce terapie specifiche.

È meglio prenderla al mattino o alla sera?

Dipende dalla risposta individuale e dal prodotto. Alcune persone la trovano rilassante, altre più neutra.


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