Quanti batteri vivono nell’intestino? La quantità, il ruolo e la complessità del microbiota intestinale

Quanti batteri vivono nell’intestino? La quantità, il ruolo e la complessità del microbiota intestinale

Quanti batteri vivono nell’intestino?

Nel nostro intestino vivono centinaia di miliardi di miliardi di microrganismi, soprattutto batteri.

La stima più accettata oggi è nell’ordine di:

Circa 10¹³-10¹⁴ cellule microbiche

ovvero:

decine di migliaia di miliardi fino a circa cento mila miliardi di microrganismi.

Per molti anni è circolata la frase secondo cui nel corpo umano ci sarebbero "10 volte più batteri che cellule umane".

Questa affermazione è stata ridimensionata dalle ricerche più recenti: il rapporto reale sembra essere molto più vicino a 1:1, anche se dipende dai metodi utilizzati per effettuare la stima.

Quello che rimane vero è che l’intestino ospita una quantità enorme di microrganismi, paragonabile per ordine di grandezza al numero totale delle cellule del nostro corpo.


Perché è difficile contare i batteri intestinali?

A prima vista potrebbe sembrare semplice rispondere alla domanda:

"Quanti batteri abbiamo nell’intestino?"

In realtà è molto complesso.

Il motivo principale è che il microbiota intestinale è un ecosistema estremamente variabile.

Il numero cambia in base a:

  • persona analizzata;
  • età;
  • alimentazione;
  • stato di salute;
  • farmaci assunti;
  • velocità del transito intestinale;
  • metodo utilizzato per misurarlo.

Inoltre, molti batteri intestinali non possono essere facilmente coltivati in laboratorio perché necessitano di condizioni molto specifiche.

Per questo oggi si utilizzano soprattutto tecniche di analisi genetica.


Che cos’è il microbiota intestinale?

Con il termine:

Microbiota

si indica l’insieme dei microrganismi che vivono in un determinato ambiente.

Nel caso dell’intestino comprende:

  • batteri;
  • archei;
  • virus;
  • funghi;
  • altri microrganismi.

Quando si parla comunemente di "flora intestinale", quindi, si utilizza un termine storico ma meno preciso.

Il termine moderno è:

Microbiota intestinale


Microbiota e microbioma: qual è la differenza?

Spesso vengono usati come sinonimi, ma indicano concetti diversi.

Microbiota

È l’insieme degli organismi presenti.

Esempio:

"Quali batteri vivono nell’intestino?"


Microbioma

È l’insieme del patrimonio genetico di questi microrganismi.

In pratica:

  • microbiota = gli abitanti;
  • microbioma = il loro insieme di geni.

Il microbioma intestinale contiene una quantità enorme di informazioni biologiche che permette ai batteri di svolgere funzioni che il nostro organismo da solo non sarebbe in grado di compiere.


Dove si trovano i batteri nell’intestino?

I microrganismi non sono distribuiti in modo uniforme.

Il tratto gastrointestinale cambia molto da una zona all’altra.


Stomaco e intestino tenue: pochi batteri

Lo stomaco contiene relativamente pochi batteri perché:

  • l’acidità gastrica elimina molti microrganismi;
  • il transito è relativamente rapido.

Anche l’intestino tenue contiene meno batteri rispetto al colon.

Qui sono presenti:

  • enzimi digestivi;
  • bile;
  • movimento intestinale rapido.

Queste condizioni rendono più difficile una grande crescita batterica.


Colon: il grande ecosistema microbico

La maggior parte dei batteri intestinali si trova nel:

Colon

Il colon è l’ambiente ideale perché:

  • il contenuto rimane più a lungo;
  • arriva materiale non completamente digerito;
  • mancano condizioni fortemente acide.

Qui i batteri possono fermentare sostanze che il nostro corpo non riesce a digerire completamente, soprattutto:

  • fibre alimentari;
  • alcuni carboidrati complessi.

Quali batteri vivono nell’intestino?

Il microbiota intestinale comprende migliaia di specie diverse.

Tra i gruppi più rappresentati troviamo:

Firmicutes

Un grande gruppo di batteri coinvolto nella degradazione di molte fibre alimentari.


Bacteroidetes

Importanti nella trasformazione di nutrienti complessi.


Actinobacteria

Comprendono gruppi come i bifidobatteri, spesso studiati per il loro ruolo nel microbiota umano.


Proteobacteria

Sono normalmente presenti in piccole quantità, ma alcune alterazioni del loro equilibrio possono essere associate a condizioni infiammatorie.


Cosa fanno i batteri intestinali?

Per molto tempo si è pensato ai batteri intestinali soltanto come organismi da eliminare.

Oggi sappiamo che il rapporto è molto più complesso.

Il microbiota svolge numerose funzioni.


1. Aiuta a digerire componenti degli alimenti

Il corpo umano non possiede enzimi capaci di degradare tutte le fibre alimentari.

Alcuni batteri intestinali possono invece utilizzare queste molecole attraverso un processo chiamato:

Fermentazione

Durante questo processo producono sostanze chiamate:

Acidi grassi a corta catena (SCFA)

Tra cui:

  • acetato;
  • propionato;
  • butirrato.

Queste molecole hanno effetti importanti sull’ambiente intestinale.


2. Nutre le cellule dell’intestino

Il butirrato, prodotto dalla fermentazione batterica, rappresenta una delle principali fonti energetiche per le cellule del colon:

Colonociti

Aiuta a mantenere:

  • integrità della barriera intestinale;
  • normale funzionamento della mucosa.

3. Educa il sistema immunitario

L’intestino contiene una grande parte del sistema immunitario.

Il microbiota contribuisce a regolare il rapporto tra:

  • difesa contro microrganismi dannosi;
  • tolleranza verso sostanze innocue.

Il sistema immunitario deve infatti imparare a distinguere:

"amico" da "nemico".


4. Produce molecole biologicamente attive

Alcuni batteri possono produrre o modificare molecole coinvolte nel metabolismo.

Sono stati studiati collegamenti con:

  • metabolismo degli acidi biliari;
  • regolazione immunitaria;
  • comunicazione intestino-cervello.

5. Protegge dai microrganismi dannosi

Un microbiota equilibrato può ostacolare la crescita di alcuni patogeni attraverso:

  • competizione per nutrienti;
  • produzione di sostanze antimicrobiche;
  • mantenimento di un ambiente favorevole ai batteri benefici.

Questo fenomeno è chiamato:

Resistenza alla colonizzazione


Il microbiota comunica con il cervello?

Sì, esiste una comunicazione bidirezionale chiamata:

Asse intestino-cervello

L’intestino e il cervello comunicano attraverso diverse vie:

  • nervo vago;
  • sistema immunitario;
  • ormoni;
  • metaboliti prodotti dai batteri.

Questo non significa che i batteri "controllino" il cervello o le emozioni.

Significa che l’intestino è un organo biologicamente attivo che comunica con altri sistemi.


Il microbiota è uguale per tutti?

No.

Ogni persona possiede una composizione microbica in parte unica.

Il microbiota dipende da:

  • genetica;
  • ambiente;
  • dieta;
  • stile di vita;
  • esposizione a microrganismi;
  • farmaci.

Anche due persone che mangiano in modo simile possono avere microbiota differenti.


Come cambia il microbiota durante la vita?

Nascita

Il microbiota inizia a formarsi già nei primi periodi della vita.

È influenzato da:

  • modalità del parto;
  • alimentazione iniziale;
  • ambiente.

Infanzia

Durante la crescita aumenta la diversità microbica.


Età adulta

Il microbiota tende a essere più stabile, anche se continua a modificarsi.


Invecchiamento

Con l’età possono cambiare:

  • composizione;
  • diversità;
  • capacità funzionali.

Cosa influenza il numero e il tipo di batteri intestinali?

Alimentazione

È uno dei fattori più importanti.

Una dieta ricca di fibre fornisce substrati utilizzabili da molti batteri intestinali.


Antibiotici

Gli antibiotici possono ridurre temporaneamente la quantità e la diversità del microbiota.

L’effetto dipende dal farmaco, dalla durata e dalla situazione individuale.


Stress

Lo stress influenza l’intestino attraverso il sistema nervoso, immunitario e ormonale.

Può modificare:

  • motilità intestinale;
  • ambiente intestinale;
  • composizione microbica.

Attività fisica

L’esercizio regolare è stato associato in diversi studi a differenze nella composizione del microbiota, anche se il rapporto preciso è ancora oggetto di ricerca.


Avere più batteri intestinali significa avere un intestino migliore?

Non necessariamente.

Un errore comune è pensare:

"Più batteri = meglio."

Il microbiota non funziona così.

L’obiettivo non è avere il maggior numero possibile di batteri, ma un ecosistema:

  • diversificato;
  • stabile;
  • funzionalmente equilibrato.

Un microbiota con moltissimi batteri ma con alterazioni nella composizione può non essere vantaggioso.


Errori comuni e falsi miti

"Tutti i batteri intestinali sono buoni"

Falso.

Il microbiota comprende organismi diversi. Il punto fondamentale è l’equilibrio dell’ecosistema.


"I batteri intestinali sono solo nella parte finale dell’intestino"

Falso.

Sono presenti lungo tutto il tratto gastrointestinale, anche se la maggior concentrazione è nel colon.


"I probiotici cambiano completamente il microbiota"

Falso.

I probiotici possono avere effetti specifici in alcune condizioni, ma non trasformano automaticamente l’intero ecosistema intestinale.


"Il microbiota determina completamente la salute"

Falso.

È un elemento importante, ma la salute dipende dall’interazione tra molti sistemi biologici.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo ancora

La ricerca sul microbiota intestinale è una delle aree più attive della medicina moderna.

Sappiamo con buona sicurezza che:

  • l’intestino ospita trilioni di microrganismi;
  • questi partecipano alla digestione e all’immunità;
  • il microbiota comunica con altri organi.

Sono ancora in fase di studio:

  • quali caratteristiche definiscano un microbiota "ottimale";
  • come modificare stabilmente il microbiota;
  • quali interventi abbiano benefici clinici certi nelle diverse malattie.

FAQ

Quanti batteri abbiamo nell’intestino?

Le stime indicano circa 10¹³-10¹⁴ microrganismi, soprattutto nel colon.

I batteri intestinali sono tutti dannosi?

No. Molti svolgono funzioni utili per digestione, immunità e metabolismo.

Dove si trovano più batteri nel corpo?

Il colon contiene la più alta concentrazione di microrganismi.

Il microbiota può cambiare?

Sì. Cambia con dieta, farmaci, età, ambiente e stile di vita.

I probiotici aumentano i batteri buoni?

Possono introdurre specifici ceppi, ma l’effetto dipende dal ceppo utilizzato e dalla situazione individuale.


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